Il Principe di Palagonia e Lercara Friddi
Don Francesco Paolo Gravina, oltre ad essere il Principe di Palagonia Ŕ il Principe di Lercara Friddi e con la storia del paese la sua vita si ritrova intrecciata fortemente. Il Sindaco di Palermo, che mette tutte le sue ricchezze al servizio dei poveri, che lega il suo nome di laico alla nascita delle Suore di CaritÓ, che trasforma il Deposito di MendicitÓ, affidatogli dalle autoritÓ borboniche, in un progetto di promozione umana e sociale, ha rapporti non di poco conto con Lercara.
Scrive P. Canale nella prima Storia del paese: " Il Principe......am˛ con predilezione Lercara".
Concede una sala ad uso dei filodrammatici, benefica il Collegio di Maria, i poveri sono il suo terreno privilegiato d'intervento.
Si leggano a proposito, oltre alla biografia di Castagna, le ricerche di Mavaro e in precedenza la Storia di Lercara di Marcello Furitano.
Le cronache del tempo parlano di pi¨ di trecento mendicanti , al sostentamento dei quali provvede giornalmente la caritÓ di quest'uomo straordinario per il quale la Chiesa ha introdotto il Processo di Beatificazione. Nel 1837 ci fu il colera a Lercara. Il lodevolissimo Principe mette a disposizione tutti i mezzi necessari per il ricovero dei contagiati, , fa aprire un ospedale, manda a sue spese alcuni frati Cappuccini per gli aiuti spirituali. La sua proprietÓ pi¨ preziosa sono i poveri. Egli possiede a lercara anche una miniera, ma questa gli procura preoccupazioni p¨ che soldi. Si oppone personalmente all'uso delle macchine di zolfo, sostitutive degli originari calcaroni; si fa portavoce del generale malcontento, si rivolge all'Intendente, chiede assicurazione che tali macchine non arrechino alcun danno alla salute pubblica.
Celebrando il secondo Centenario della nascita, Lercara ne ha raccolto recentemente la memoria come esempio di vita e monito di solidarietÓ.


" Personaggi di Provincia " in Rivista Palermo della Provincia Regionale Anno 2000