Le Famiglie in situazione difficile o irregolare 

                              PER "PROTETTORE" UN PRINCIPE

                              Il servo di Dio Francesco Paolo Gravina 


Una testimonianza storica di esempio di fedeltà al Sacramento del Matrimonio la offre il Servo di Dio Francesco Paolo Gravina, Principe di Palagonia e di Lercara Friddi, vissuto a Palermo nella prima metà del 1800. A diciannove anni sposò Nicoletta Filangeri e Pignatelli.
Non ebbero figli e, scoperte presto le differenze che li dividevano, vissero insieme per un decennio, sempre più lontani spiritualmente. Quando Nicoletta si legò sentimentalmente a Francesco Paolo Notarbartolo, il marito pose fine al matrimonio allontanando la moglie, nel 1830. Il principe era un laico e tale rimase dopo la separazione dalla moglie, quando decise di restare fedele al Sacramento nuziale. Entrò nel Terz'Ordine francescano e, secondo quanto racconta Umberto Castagna nella sua biografia, dopo un anno di vita ritirata, scoprì attraverso la strada del fallimento e della sofferenza, "Gesù nei poveri e i poveri in Lui". Si occupò del Deposito dei Mendici e fondò anche una Congregazione Religiosa, "Le Figlie della Carità" del Principe di Palagonia, continuando a preoccuparsi di dare dignità alla condizione dei mendicanti. «Principe, sindaco e amministratore di opere civiche, visse la carità con un'intensità che trasmise direttamente alle sue suore senza aver mai fatto a loro una conferenza o scritto un libretto di consigli spirituali», scrive Castagna. Egli «non si liberò mai dalla malinconia nata dalla separazione dalla moglie, che amò sino alla fine». Lo dimostra anche il suo Testamento mistico, scritto nel 1854, in cui lasciò una somma destinata a fare celebrare ogni giorno una messa in suffragio della moglie, quando sarebbe morta. Francesco Paolo Gravina morì nel 1854; quattro anni più tardi, la vedova sposò il suo amante.